📍Palazzo Morpurgo, Udine
 
📅Periodo di apertura
29.11.2025 → 11.01.2026
 
⏱ Orari di visita
Venerdì 15.00–19.00
Sabato e domenica 10.00–19.00
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L’ultimo dei tre appuntamenti previsti per il progetto Trasformazioni, che sta percorrendo il territorio regionale attraverso gli sguardi di tanti autori che nel corso di più di un secolo e mezzo hanno declinato con consapevolezza il mezzo fotografico, coniugando l’espressione estetica con la conservazione della memoria dei luoghi rappresentati, affronta la provincia di Gorizia.

Dalle prime manifestazioni fotografiche conosciute e conservate, risalenti ai primissimi anni Sessanta dell'Ottocento, fino all'anno che sta finendo, il percorso, quanto mai vario ed eterogeneo, si prefigge di raccontare i cambiamenti del territorio, attraverso gli occhi di tanti diversi autori di cui  gli archivi pubblici e privati conservano memoria, una memoria che può e deve diventare anche la nostra. Dalla Gorizia imperiale a quella italiana, dalla Grande Guerra alla difficile identità di confine, dall'orgoglio industriale dei cantieri navali al boom turistico di Grado, il percorso tocca i punti nevralgici della storia locale, senza la pretesa di esaurirli, ma nella consapevolezza di poter fornire nuove occasioni di memoria e di riflessione individuale e collettiva.

Anche in questa circostanza, come nelle due precedenti tappe di questo viaggio, si è generato un percorso esemplificativo di quelle che sono state le tematiche più rappresentative utili a testimoniarne la trasformazione urbanistica, paesaggistica e antropologica del territorio e della società, da una parte e, dall’altra, l’evoluzione del linguaggio consapevole della fotografia, declinata nelle sue varie modalità presenti nell’ampio contesto preso in considerazione, allargando quanto più possibile il campo fuori dai circuiti convenzionali della fotografia "artistica", per offrire uno sguardo quanto mai articolato e libero da schemi.

Seguendo il flusso delle immagini e incidentalmente degli uomini e delle donne che le hanno prodotte, in un racconto lungo oltre un secolo e mezzo, è possibile distillare la grande Storia e le piccole storie di questi luoghi, e il senso stesso dello scorrere del tempo.